|
L’intervento del Presidente Scajola 19 Maggio 2006
Presidente Lorenzelli, Autorità, Signori Relatori, Signore e Signori,
siamo qui oggi per rendere omaggio, accomunandoli in un unico grato ricordo, il Grande Navigatore Genovese, nella ricorrenza del V Centenario della morte, e uno dei suoi più illustri studiosi, figlio della stessa terra, Paolo Emilio Taviani, scomparso cinque anni fa.
Il Comitato Nazionale, che ho l'onore e il privilegio di presiedere, ha individuato l'appuntamento di oggi a Genova come il momento centrale delle celebrazioni colombiane di quest'anno, dando ad esso una valenza nazionale e internazionale anche grazie all'Alto Patronato concesso dal Presidente della Repubblica, uno degli ultimi atti del Presidente Ciampi a cui rivolgiamo un saluto riconoscente.
Con l'occasione salutiamo anche il neo Presidente Giorgio Napoletano, formulando i migliori auguri per il suo settennato nella massima Magistratura della Repubblica.
***
Ricordare Colombo non è una mera esercitazione intellettuale e neppure una liturgia di un trito rituale.
E' certamente un atto dovuto, per rinnovare la gratitudine a un Uomo che appartiene, in virtù della sua genealogia e dei suoi natali, al nostro Paese e alla città di Genova in primo luogo, ma che per la sua impresa, che ha aperto l'era moderna – e celebrazioni come questa ce ne saranno oggi in tanti Paesi, europei e del continente americano soprattutto – appartiene all'Umanità intera.
Ma è anche l'occasione per riconsiderare la sua lezione di fede, coraggio, audacia e abnegazione che ne fanno un modello soprattutto per le giovani generazioni.
Questa lezione bisogna però conoscerla e quindi, accanto al necessario approfondimento scientifico, alla seria ricerca storica, è bene che si attivino iniziative adeguate perché questa conoscenza non rimanga confinata al mondo degli studiosi ma possa arrivare a quante più persone, specie in un mondo in cui i sistemi di informazione hanno assunto un ruolo essenziale nel nostro vivere quotidiano.
Per il nostro Paese questo compito è stato istituzionalmente affidato al Comitato Nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo che dal 2004, anno in cui il 12 ottobre, giorno della scoperta, è stato dichiarato dal Governo Berlusconi Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo, sta assolvendo con la collaborazione delle Amministrazioni locali, prime fra tutte quelle della Regione Liguria, della Provincia e del Comune di Genova e di tante Associazioni ed Enti che condividono questa missione. *** Portare avanti questo impegno ci collega idealmente alla figura di Paolo Emilio Taviani.
Se è vero che ognuno di noi nasce con un destino, forse l'essere nato in via Colombo ha costituito per Paolo Emilio Taviani un felice e profetico destino di studioso.
Nato nella patria di Colombo e di Mazzini, Egli ha sempre, fin dalla sua gioventù, provato un grande interesse per ambedue queste figure così diversamente importanti per la storia italiana.
E le ha sempre amate per tutta la vita, quella parte della sua vita lasciata libera dall'amore per la sua numerosa famiglia e dall'esercizio della sua fede politica, quella politica di cui ha percorso tutto il cursus honorum senza mai scendere a compromessi e restando sempre fermo sui suoi ideali di assoluta fedeltà alla Patria e al metodo democratico.
Non aveva ancora terminato il Liceo quando tenne la sua prima conferenza su Cristoforo Colombo: da allora l'Ammiraglio del Mare Oceano resterà sempre il punto fermo della sua ricerca scientifica, al di là degli incarichi universitari dapprima nella cattedra di Demografia e poi di Storia delle Dottrine Economiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Genova.
Sicuramente durante i primi anni di vita della Repubblica ben poco tempo gli rimaneva per potersi dedicare alle ricerche su Cristoforo Colombo, ma questo suo interesse poté dimostrarsi in modo concreto anche verso la sua città, quando Ministro dell'Interno, promosse la realizazione, all'interno dell'Archivio di Stato di Genova, della Sala Colombiana, ove fossero riuniti tutti i documenti riguardanti l'Ammiraglio e la sua famiglia, arricchendola anche con le copie di quelli esistenti presso l'Archivio di Savona, e alcuni in terra di Spagna.
Ma il suo grande amore per la città natale e per Colombo hanno avuto il loro coronamento con l'acquisizione per l'Archivio di Stato del complesso di Sant'Ignazio e della sua sistemazione definitiva, ottenuta anche con il generoso contributo della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e dell'allora suo presidente, Gianni Dagnino, che aveva operato con lui durante il periodo resistenziale genovese, e con il quale si ritrovarono ancora una volta uniti per onorare la città e insieme uno dei suoi figli più importanti.
Durante i suoi incarichi ministeriali non mancò mai agli appuntamenti internazionali quali i convegni organizzati dal Civico Istituto Colombiano e dall'Associazione Italiana di Studi Americanistici, partecipando in prima persona o con relazioni o con presidenza di sedute.
Alla fine dei suoi mandati ministeriali vedranno la luce i due volumi della "Genesi della Grande Scoperta", faticosamente portati avanti nonostante gli impegni politici, acquisendo una documentazione di prima mano sui luoghi che videro la gioventù e la formazione di Colombo (Chio, il Portogallo, Porto Santo, la Guinea, l'Irlanda, la Spagna).
Mentre procedeva alla stesura della sua seconda grande opera,"I Viaggi di Colombo", e vedendo avvicinarsi il Quinto Centenario della Scoperta dell'America, il suo intento principale fu costituito da due obiettivi: il primo far sì che proprio in Italia il Centenario non venisse passato sotto silenzio e il secondo ribadire ancora una volta la genovesità di Colombo, sia in Spagna sia in America Latina.
***
Molte volte si è posto l'accento sul cosiddetto accordo con il Re di Spagna Juan Carlos – all'Italia e a Genova i natali, alla Spagna la scoperta -, ma in realtà il suo principale merito è stato quello di avvicinare gli studiosi spagnoli e dialogare e collaborare con loro. Altrettanto ha fatto con le più importanti accademie e studiosi delle nazioni latino-americane, dal Messico, dapprima poco incline al dialogo, alla Repubblica Dominicana, al Venezuela e a Cuba, dove incontrò Fidel Castro.
L'apogeo del lungo impegno colombiano di Paolo Emilio Taviani lo si è avuto proprio nella sua città con l'Esposizione Universale Specializzata "Cristoforo Colombo, la Nave e il Mare" (15 maggio-15 agosto 1992), per la cui realizzazione operò insieme con Alberto Bemporad, commissario generale dell'Expò e con Giuseppino Roberto, commissario del Padiglione Italia, e con la pubblicazione della Nuova Raccolta Colombiana.
*** Quando l'8 ottobre scorso, insieme con molti dei presenti, abbiamo inaugurato con intensa commozione il Largo Paolo Emilio Taviani, davanti al Museo Galata dove, in una sala a Lui dedicata sono raccolti alcuni importanti reperti colombiani, abbiamo assolto a un impegno importante.
Ma, come per il suo illustre Concittadino di cinquecento anni fa, questa memoria non può consumarsi in atti celebrativi pure importanti.
Oggi ancora più di ieri la loro lezione ci deve essere di viatico per affrontare le sfide impegnative che ci attendono per assicurare a questa Città, alla nostra Regione, al nostro Paese un futuro degno dell'eredità spirituale che essi ci hanno consegnato.
|